Come tenere sotto controllo i costi di chi va in rosso

Come tenere sotto controllo i costi di chi va in rosso

Posted on giu 15, 2015 in News

Come tenere sotto controllo i costi di chi va in rosso

L’«effetto calmiere» sulla Commissione di istruttoria veloce consente di prevedere il costo dell’affidamento

La pubblica consultazione avviata da Banca d’Italia per apportare modifiche alle rilevazionidei tassi ai sensi dell’usura è ancora aperta. La chiusura è prevista per il 30 giugno. C’è quindi ancora tempo per correre ai ripari.

L’authority ha già fatto un passo in avanti per porre rimedio all’incontrollabile applicazione della Commissione di istruttoria veloce (Civ) sugli sconfinamenti, prevedendo nel testo posto in consultazione l’annualizzazione degli addebiti applicati nel trimestre: un allineamento all’articolo 2, comma 1, della legge sull’usura 108/96 che considera letteralmente il tasso effettivo globale (Teg) “riferito ad anno”. La Civ, in teoria, dovrebbe essere solo un rimborso spese per l’istruttoria effettivamente svolta, anche se la banca non deve dimostrare d’averla eseguita, ma solo prevederla nelle sue procedure interne. Spesso si assiste però a una moltiplicazione degli addebiti per sconfinamenti multipli, anche nello spazio di pochi giorni uno dall’altro, nell’ambito dello stesso trimestre. Solo i tassi fissati ai fini dell’usura pongono, in pratica, un tetto alle commissioni sugli scoperti di conto. Le banche non applicano più la Civ quando arriva l’alert dai sistemi informatici che stanno per superare i tassi soglia. E l’annualizzazione della Civ aiuta a tirare il freno in netto anticipo alle banche, con evidenti benefici per i correntisti (vedi tabelle a lato).

Tuttavia, per meglio tutelare i risparmiatori Banca d’Italia potrebbe aggiungere un’ulteriore modifica, che peraltro l’authority stessa prospettava nel 2012 (vedi Plus24 del 30 maggio scorso). Nel documento posto in consultazione non c’è infatti traccia dell’originaria idea di scorporare l’utilizzo del fido e dell’extrafido, che di fatto sono due rapporti separati con condizioni contrattuali ben diversi. Nell’esempio riportato in basso, con tassi e commissioni realistici, oggi lo sconfino su un conto corrente affidato potrebbe consentire alla banca di applicare Civ per oltre 2.500 euro, senza superare il tasso soglia di usura del 16,45%. Con l’annunciata annualizzazione la Civ contrattualizzata è di 480 euro, anche se potrebbe spingersi fino a 628 euro. Invece se si dividono le due componenti (fido e extra-fido), ferme restando le altre condizioni economiche applicabili (tasso fido, tasso sconfino e Cmdf-commisssione di messa a disposizione fondi) le Civ addebitabili massimo in un anno scenderebbero a 112,20 euro: il tasso soglia farebbe subito da freno alla Civ contrattualizzata (480 euro), perché sarebbe rapportata e spalmata non più sull’ammontare di 10mila euro di fido, ma solo ai mille di sconfinamento, con il Teg sull’extrafido che altrimenti sarebbe del 48%, con Teg cumulato (oneri+interessi) che balzerebbe al 61%: ben oltre alla soglia di usura del 24,2%. E anche se il tasso soglia è più alto negli sconfinamenti, si applicherebbe solo sull’ammontare dello sconfino (mille euro).

Inoltre, in una logica di trasparenza, i clienti sarebbero in grado di apprezzare ex-ante l’incidenza dei tassi (su fido e sconfino) e della Cmdf. L’incognita vera è la Civ, perché pur conoscendone il singolo importo, il numero degli addebiti è variabile e potrebbe essere anche pari ai giorni del trimestre. Ed è su questa voce che l’usura mette un tetto su addebiti fuori controllo. Ma se lasciamo annegare la Civ mescolandola con le altre tre voci di costo, l’effetto calmiere dell’usura si perde, quasi sempre, senza più freni per gli addebiti delle Civ nei rapporti affidati.

 

Fonte: Il Sole 24 ore 

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