Anatocismo ed Usura

Posted on feb 14, 2013 in News

ANATOCISMO

Il termine anatocismo deriva dal greco e significa di nuovo (anà) e interesse (tokòs) ed identifica la capitalizzazione c.d. composta degli interessi sul capitale. Gli interessi maturati nel periodo di riferimento vengono sommati al capitale determinando la base su cui calcolare gli interessi per il periodo successivo. Applicando questa metodologia di calcolo, su ciascun nuovo periodo di riferimento gli interessi passivi non sono calcolati soltanto sul capitale messo a disposizione dal creditore, ma anche sugli interessi già maturati nel periodo precedente, aumentano di fatto il costo del debito.

Il divieto dell’anatocismo (bancario e non) è sempre esistito nell’ ordinamento giuridico italiano in virtù dell’art. 1283 del Codice Civile; nonostante ciò la maggior parte delle banche italiane, per prassi consolidata, ha applicato questo meccanismo di calcolo degli interessi debitori.

Nello specifico gli interessi debitori sul capitale messo a disposizione dei correntisti (c.d. fido) venivano liquidati con frequenza trimestrale, mentre quelli creditori con frequenza annuale. Questo comportamento costituiva, appunto, anatocismo.

La delibera del CICR emanata il 9 febbraio 2000, ha definitivamente fissato il momento di decorrenza dell’obbligo, a carico delle Banche, di riconoscere ai correntisti pari periodicità nella liquidazione degli interessi.

Nei numerosi contenziosi che si sono succeduti negli anni, le Banche, supportate dalla giurisprudenza vigente, hanno sempre sostenuto di agire in maniera legittima nell’applicazione di tale metodologia di calcolo; almeno fino a quando non è intervenuta la  Corte di Cassazione con la famosa sentenza della del 4 novembre 2004, n. 21095, definendo la nullità della clausola anatocistica e l’invalidità della capitalizzazione trimestrale anche per il periodo ante 1999.

 

USURA BANCARIA

L’Usura  è un reato, previsto dal nostro Codice Penale, che consiste nel fornire prestiti a tassi di interesse considerati illegali.

La Legge n.108/1996 Art.2 comma 4, in riferimento all’ Art. 644 c.p. che definisce il concetto di Usura, stabilisce il limite oltre il quale gli interessi sono considerati usurari.

Il tasso passivo effettivo applicato dalle banche  (fidi, anticipi su fatture, leasing, mutui, presiti personali, ecc.) non può mai superare il c.d.  T.S.U. (Tasso soglia di usura) che la Banca d’Italia pubblica ogni trimestre ed il cui calcolo deriva dal c.d.  T.E.G.M. (tasso medio risultante dalla rilevazione trimestrale relativa alla categorie di operazioni in cui il credito è compreso).

Il  tasso effettivo applicato dalle banche, c.d. T.E.G. o T.A.E.G., è costituito, non solo dal tasso passivo nominale, ma anche dalle remunerazioni, commissioni e spese collegate all’erogazione del credito, ad eccezione di quelle per imposte e tasse.

Anche la Commissione di Massimo Scoperto deve rientrare nel calcolo  per la verifica del superamento del Tasso Soglia Usura (T.S.U.), così come affermato in due sentenze della Cassazione Penale, sez. II (n. 262 del 19/02/2010 e n.12028 del 26 marzo 2010).

 

Recupero in caso di usura

Nel caso in cui si sia verificato il superamento del tasso usurario, le competenze (interessi debitori, c.m.s., spese e commissioni) del trimestre in esame vengono azzerate, in quanto non dovute, perché indebitamente sottratte dalla banca al correntista. Tali competenze, inoltre, non concorrono alla formazione degli interessi passivi dei trimestri che seguono.

 

Calcolo del Tasso Soglia Usura

Il T.S.U. è stato ribadito dalla Legge 2/2009 ed è individuato nel T.E.G.M., (tasso medio risultante dalla rilevazione trimestrale relativa alla categorie di operazioni in cui il credito è compreso), aumentato della  metà.

Dal 14 maggio 2011, in applicazione del D.L. 70/2011 che ha modificato l’art. 2, comma 4 della legge 108/96, questo limite è calcolato aumentando il T.E.G.M. di un quarto, cui si aggiunge un margine di ulteriori quattro punti percentuali. Inoltre, la differenza tra il limite e il tasso medio non può essere superiore ad otto punti percentuali.

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